La Parola del giorno

In questa rubrica proponiamo la meditazione del Vangelo del giorno. Il nostro desiderio è di spezzare il pane quotidiano della parola di Dio, condividendo la nostra lectio divina.

2 Febbraio 2024 Luca 2, 22-40

La natura umana in quanto tale e nella sua totalità, riconosce l’avvento di Dio nella storia, l’agire della Grazia nella materia, nella forma e nella sostanza del mondo.

Non basta il riconoscimento “al maschile”. Serve una donna a sottolineare la veridicità dei fatti, a certificarli. Non è accessoria: è complementare e necessaria. La Scrittura è consapevole di presentare un Dio “al maschile”, ma, al contempo, “autorizza” il femminile a scriverne, non dette, altre pagine, con una prospettiva altra e con una modalità che va oltre la verbalità e attraversa il non scritto, gli spazi in bianco sul foglio della storia.

S. Collura

1 Febbraio 2024 Marco 6, 7-13

Ciò che è determinante, oggi più che mai, non è un discorso, anche ben fatto, su Dio, che non interessa più a nessuno; non è la costruzione di una dottrina raffinata ed espressa ragionevolmente; non è uno sforzarsi di rendere cristiana la cultura, come molti si sono illusi. No, ciò che è determinante è vivere, semplicemente vivere con lo stile di Gesù, dando fiducia e mettendo speranza, aiutando gli uomini e le donne a camminare, a rialzarsi, a guarire dai loro mali, chiedendo a tutti di comprendere che solo l’amore salva.

Enzo Bianchi

31 Gennaio 2024 Marco 6, 1-6

Ciò che si sa di qualcuno impedisce di conoscerlo. Ciò che se ne dice, credendo di sapere ciò che si dice, rende difficile vederlo.

Christian Bobin

Ogni volto non va letto a memoria, va letto sempre per la prima volta.

E. Avveduto

30 Gennaio 2024 Marco 5, 21-43

Talita kum, alzati! questo è l’ordine che Gesù dà anche a noi, spesso abbattuti dall’eccesso di lavoro, dai nostri alti e bassi emozionali, o dalla preoccupazione per il futuro. Avverte anche noi: non sei morto, solo addormentato; esci dal tuo piccolo mondo e svegliati!

Pablo D’Ors

29 Gennaio 2024 Marco 5, 1-20

Ecco il percorso che si snoda davanti a ciascuna e ciascuno di noi: lasciarci liberare, lasciare che la Parola del Maestro ci indichi la via per abbandonare i luoghi mortiferi che abitiamo, le tombe che ci rinchiudono. Lasciare che la Sua Parola apra le nostre mani e ci aiuti a lasciar cadere le pietre che portiamo per ferirci o per ferire altri. Lasciare che il Maestro ci educhi a “parlare correttamente”, a non più urlare, ma a saper comunicare parole di vita, costruendo relazioni sane e vitali con l’altro. Lasciare che il Maestro ci aiuti a riprendere il nostro “nome” e il nostro unico volto affinché davanti all’Altro e all’altro non ci nascondiamo più sotto il nome “Legione” per fuggire l’incontro.

L. Locatelli

28 Gennaio 2024 Marco 1, 21-28

“Il Vangelo non è una morale, ma una sconvolgente liberazione”.

G. Vannucci

Gli influencer moderni usano le piattaforme di comunicazione che ci sono oggi e che tutti in un modo o l’altro usiamo. La Chiesa stessa cerca di portare avanti il messaggio del Vangelo anche con i nuovi mezzi di comunicazione, che non solo sono buoni, ma sono necessari.

Ma il principale “social” sul quale Gesù continua da sempre ad essere influencer di Dio rimane la vita umana, con le nostre parole e i nostri gesti personali e comunitari.

G. Berti

27 Gennaio 2024 Marco 4, 35-41

Passare all’altra riva non significa perdersi in sogni paradisiaci: sognare terre pure lontane dal nostro quotidiano. Passare all’altra riva significa lasciarci svegliare dal torpore con cui viviamo la nostra esistenza. Passare all’altra riva significa vivere le gioie e i dolori di ogni giorno come onde su cui navigare e non come ostacoli alla navigazione e alla vita. Passare all’altra riva significa accettare di lasciare l’illusoria sicurezza del molo su cui dormiamo per riprendere a vivere remando e gridando col nostro concreto remare a Dio di risvegliarsi in noi come Padre perché possiamo riscoprire la bellezza dell’essere figli e dunque la bellezza dell’avere tanti fratelli.

PG

26 Gennaio 2024 Marco 4, 26-34

La Parola in noi porta frutto. Basta solo ascoltarla, accoglierla e non opporle resistenza. Certo, i frutti saranno di vario tipo e noi avremo i nostri, altri ne avranno altri, ma qualcosa spunterà grazie all’azione di Dio in noi. Sarà necessario non farcela rubare, strappare via, lasciare che si radichi in profondità, darle lo spazio e l’attenzione, ma prese queste precauzioni la Parola… farà spuntare bei frutti: per grazia!

L. Vitali

Accettiamo che il tempo ci lavori. E che non sia soltanto l’ambito in cui noi interveniamo sugli altri o sul mondo. Al tempo stesso, questo lasciarci lavorare dal tempo non è il passivo lasciare che il tempo passi, ma entrare in un tipo di lavoro e di azione che è invisibile e interiore, ma non per questo meno efficace, soprattutto perché si tratta di un lavoro non sull’esteriorità, ma sull’interiorità.

L. Manicardi

25 Gennaio 2024 Marco 16, 15-18

Credere non significa aderire, accettare una dottrina, una verità, ma credere significa accogliere questa potenza d’amore ed essere disposti poi a comunicarla agli altri. L’amore ricevuto da Dio si trasforma in amore comunicato.

Alberto Maggi