La Parola del giorno

In questa rubrica proponiamo la meditazione del Vangelo del giorno. Il nostro desiderio è di spezzare il pane quotidiano della parola di Dio, condividendo la nostra lectio divina.

17 febbraio 2023 Marco 8, 34-9,1

“Prendere la propria croce” è smettere di considerare se stessi come misura di ogni cosa, rinunciare a difendersi anche a rischio della morte

(simbolica o reale che sia), e abbandonarsi con piena fiducia al Signore della vita.

Enzo Bianchi

Dovete essere lui stesso, non cristiani, ma Cristi, altrimenti non siete pronti per il Dio che verrà.(…)

A nessuno può essere risparmiato il cammino di Cristo, perché è quello che conduce a ciò che ha da venire.

Dovete tutti quanti diventare dei Cristi.
C.G. Jung

16 febbraio 2023 Marco 8, 27-33

C’è un punto della nostra vita dove gli svicolamenti non ci aiutano più e dove non è più possibile sfiorare la vita accontentandosi di quello che dicono gli altri. (…)
Nelle questioni essenziali l’unica cosa che conta è la nostra decisione personale.
E. Drewermann

15 febbraio 2023 Marco 8, 22-26

Esistono due luci nel mondo. Una che acceca con la sua potenza, mentre l’altra ci aiuta a vedere con chiarezza dove prima era buio pesto. Alla fine la scelta è sempre la stessa. Essere accecati o essere illuminati.

Susanna Tamaro

No, la cecità non è un problema. Il problema è avere occhi e non saper vedere, non guardare le cose che accadono, nemmeno l’ordito minimo della realtà. Occhi chiusi. Occhi che non vedono più. Che non sono più curiosi. Che non si aspettano che accada più niente. Forse perché non credono che la bellezza esiste. Ma sul deserto delle nostre strade, Lei passa, rompendo il finito limite e riempiendo i nostri occhi di infinito desiderio.
Patrizio Barbaro

14 febbraio 2023 Luca 10, 1-9

L’unico bagaglio è l’Essere: non si può andare verso l’altro se non si possiede la capacità di attingere nella propria Interiorità. Non servono bisacce, ma tasche vuote, nessuna avidità, neanche quella ‘spirituale’ di fare del bene. Non servono sandali: si cammina a piedi nudi su un territorio che per quanto ordinario e conosciuto resta inesplorato.
E. Avveduto

13 febbraio 2023 Marco 8, 11-13

Chiedere un segno è infedeltà a Dio e primo passo verso l’allontanamento da Lui.
Credere a questa tentazione maligna ci riporta ad una paralisi di vita dove i segni di credibilità non sono mai sufficienti, non ci bastano mai, dove siamo costretti a correre da una parte all’altra per ricercare una conferma alla nostra credibilità.
PG

12 febbraio 2023 Matteo 5, 17-37

Sono venuto a svelarvi l’anima segreta della vita.

Non impoveritela, non inariditela, non immobilizzatela.

L’anima segreta e profonda della vita,

portala anche tu a compimento ogni giorno.

Luigi Verdi

Si uccide in tante forme: l’uccisione fisica è la forma più eclatante ma in modo più sottile vi sono infinite modalità di uccisione.

Somministriamo ‘morte’ a nostra insaputa. Ogni volta che il nostro sguardo evita l’altro è già un omicidio.

Si uccide per disattenzione, per fuga da tutti quei riflessi di noi che l’altro ci rimanda.

Non sappiamo guardare perché non osiamo guardarci, non osiamo abitare il centro del nostro essere.

E. Avveduto

11 febbraio 2023 Marco 8, 1-10

È un’economia della condivisione quella disegnata dal Vangelo, un’economia generativa che ha bisogno di “seminatori” pronti a sfidare le regole della convenienza, un’economia della fiducia che mette insieme carità e mercato al servizio di un uomo in stato di bisogno.

Luigino Bruni

10 febbraio 2023 Marco 7, 31-37

Il primo servizio che dobbiamo rendere ai fratelli è quello dell’ascolto. Chi non sa ascoltare il proprio fratello presto non saprà neppure ascoltare Dio, sarà sempre lui a parlare, anche con il Signore.

D. Bonhoffer

Mi tocca e mi restituisce il dono di ascoltare e di “parlare correttamente”, che non è l’eloquenza ma una nuova capacità di comunicare, di indovinare quelle parole che toccano il nervo della vita, bruciano le ipocrisie, hanno il gusto dell’amicizia.
Ermes Ronchi

9 febbraio 2023 Marco 7, 24-30

C’è un linguaggio formalmente corretto che però non rivela alcuna volontà di voler capire né di far entrare in contatto profondo con l’altro interlocutore così come c’è un linguaggio “sbagliato” che, nonostante le buone intenzioni, preclude la possibilità di approfondire la conoscenza reciproca.
Lidia Maggi

Amo questa donna cananea, il suo ardire davanti a Gesù.

quel suo legare parola e carne, aderenza fra vita e corpo,

tra sentire e dire.

Brama l’infinito e si espone con tutto il suo essere,

non si risparmia mentre chiede a Dio di non risparmiarsi,

ci svela che il sogno o è smisurato o non è.
Stefano Nava