La Parola del giorno
4 Dicembre 2024 Matteo 15, 29-37
Quando prendiamo in carico il nostro bisogno, diventiamo adulti. Quando siamo adulti, possiamo prenderci cura del bisogno altrui. Quando ci prendiamo cura del bisogno altrui, ci accorgiamo che questo è il nutrimento di cui avevamo bisogno per compierci come esseri umani. Ogni altra scorciatoia, ci fa rimanere infantili e immaturi…
E. Bottaro
Gesù non è spaventato dal mio poco ma me lo chiede per moltiplicarlo. Anzi è a partire da quel poco che rende possibile l’impossibile.
L.M. Epicoco
3 Dicembre 2024 Luca 10, 21-24
Il problema più grande è
quando il “pilota automatico” è inserito da così tanto tempo che non
si è più neppure in grado di rendersene conto.Quando tutto è diventato
un’abitudine si arriva a vivere per inerzia dimenticandosi di esistere:
l’avvento ci chiede di svegliarci. Beati gli occhi che vedono.
P. Lanza
2 Dicembre 2024 Matteo 8, 5-11
La fede non si inculca, ma germoglia davanti alle sfide della vita, soprattutto quando ci lasciamo toccare dalla sofferenza degli altri. Quando non accettiamo che un nostro simile soffra, si apre lo spazio per una fede autentica. Educare all’attenzione verso gli altri diventa allora il primo passo: una vera scuola di umanità che può preparare il cuore alla fede.
Luca Vitali
Per avere una fede grande non bisogna avere una “grande religiosità”, ma una “grande umanità”.
L.M. Epicoco
1 Dicembre 2024 Luca 21, 25-28.34-36
«… uno sguardo attento, con il quale l’anima si svuota
completamente del proprio contenuto per accogliere in sé l’essere che sta
guardando così com’è, in tutta la sua verità. Di un simile sguardo è capace
solo colui che sa prestare attenzione… L’attenzione, al suo grado più elevato,
è la medesima cosa della preghiera. Suppone la fede e l’amore.»
Simone Weil
«Le domande fondamentali della vita non attendono risposte, non ci sono risposte che le comprendono, sono solo da abitare, servono a tenere aperta la vita, ad essere attenti a ciò che c’è, ad avere uno sguardo vivo, altrimenti il daffare quotidiano rapisce le nostre energie e ci lascia vuoti».
Giorgio Bonati
30 Novembre 2024 Matteo 4, 18-22
Che domani è tardi,
che adesso è sì,
sì per come mi parli
tu perché siamo qui,
è questione di sguardi.
Paola Turci
Subito è il tempo di Dio, dell’amore, del sì di Maria.
Subito è la risposta dell’amore, ma non si può seguire l’amore senza lasciare quello a cui si è attaccati. La cosa più difficile da lasciare è il sistema dei nostri pensieri, la nostra mentalità, la catena delle nostre sicurezze. Seguire senza lasciare è come volare senza staccarsi da terra. Subito è il tempo. La risposta dell’amore è subito, e se non è amore, tutto il resto è subìto.
Paolo Spoladore
29 Novembre 2024 Luca 21, 29-33
Abbiamo bisogno di altri occhi, di un cuore tenero come quel ramo che si lascia dilatare dalla fame della vita, costi pure uno strappo, costi pure una lacerazione. Abbiamo bisogno di imparare a guardare bene, come Pollicino in cerca di sassolini per ritrovare la strada, per scoprire meravigliati i segnali di un Dio che ama nascondersi nei frammenti, nelle piccolezze che siamo abituati ad ignorare o a sottovalutare, nelle minuzie che ci sfuggono davanti agli occhi.
Luigi Verdi
28 Novembre 2024 Luca 21, 20-28
«Guardate le stelle invece dei vostri piedi. Cercate di dare un senso a ciò che vedete e interrogatevi sull’esistenza dell’universo. Siate curiosi. Per quanto difficile possa essere la vita, c’è sempre qualcosa che è possibile fare, e in cui si può riuscire. Quello che conta è non arrendersi».
Stephen Hawking
Le immagini di desolazione, di distruzione, di sconvolgimento non vogliono essere un invito a subire la storia – con i suoi inevitabili e ricorrenti drammi – bensì una sorta di mappa per attraversarla senza perdere l’orientamento, per raggiungere felicemente il porto di una salvezza condivisa.
M.D. Semeraro
27 Novembre 2024 Luca 21, 12-19
La «perseveranza» è questa: ricordare che l’amore di Dio ci rende preziosi come nient’altro. Esercitiamoci in questa virtù, non lasciamoci andare a facili pensieri svalutativi.
Dehoniani
Questo è tempo della fede operosa. È tempo per prendere distanza da una religione che paga solo dei suoi riti non riesce più a vibrare per i drammi e le domande vere del proprio popolo.
È necessario che ciascuno di noi sia trovato intento alle opere della vita e dell’evangelo, capaci cioè di cura per tutto ciò che la vita ha affidato a noi, dalla famiglia alla comunità, dall’amicizia al lavoro, alla terra.
A. Savone
26 Novembre 2024 Luca 21, 5-11
Per un cristiano la vera domanda non riguarda la fine del mondo, ma il fine della propria esistenza. È nel fine, nel motivo, nella passione che alimenta la vita l’attenzione massima che dobbiamo riservare. Credere non significa predire il futuro, ma vivere appassionatamente il presente. In questo senso il mondo si aspetta questa testimonianza, e non falsi profeti di sventura.
L. M. Epicoco
