La Parola del giorno
14 Settembre 2024 Giovanni 3, 13-17
Al mattino, quando mi svegliavo, dovevo farmi il segno della croce perché con quel gesto tracciavo il cammino della mia giornata. Infatti, il segno della croce indica tutte le direzioni, in alto, in basso, a sinistra e a destra. In alto significa andare nella direzione del cielo, in basso guardare le orme del nostro cammino, a sinistra seguire la luce dell’oriente e a destra percorrere la via della verità.
Romano Battaglia
Adorare la croce significa contemplare il gesto d’amore di colui che ci è salito sopra. Non significa cercare il dolore, ma cercare il modo per attraversarlo, perché il male è presente, in tante forme, nella nostra vita. A Gesù non interessa spiegare il perché del male, ma indicarci una via per attraversarlo.
Dehoniani
13 Settembre 2024 Luca 6, 39-42
La cecità consiste nel non vedere i propri difetti e, al tempo stesso, nel pretendere di curare i difetti degli altri. Per poter aiutare concretamente l’altro, occorre fare la verità in se stessi. La libertà che nasce da questo “fare la verità”, è la condizione dell’autenticità del nostro intervento di aiuto presso l’altro. Altrimenti, vedere il difetto dell’altro e aiutarlo a disfarsene, diviene ciò che ci consente di non riconoscerlo in noi. E così restiamo ciechi e non liberi.
L. Manicardi
12 Settembre 2024 Luca 6, 27-38
Il grande esodo che oggi le nostre comunità cristiane sono chiamate a compiere è questo: abbandonare i recinti di sicurezza garantiti dalla forza per abbandonarsi, sulla parola del Signore, alla apparente inaffidabilità della nonviolenza attiva.
Paolo Zambaldi
Noi siamo abituati troppo a fare del Vangelo una lettura romantica, simbolica, teorica ed astratta. Ma se cominciassimo invece a prendere il Vangelo in parola ci accorgeremmo di come esso non può essere un facile buonismo da quattro soldi, bensì un rivoluzionario modo di vivere, amare, scegliere.
L. M. Epicoco
11 Settembre 2024 Luca 6, 20-26
La bella notizia è che Dio ha un debole per i deboli, li raccoglie dal fossato della vita, si prende cura di loro, fa avanzare la storia non con la forza,
la ricchezza, la sazietà, ma per seminagioni di giustizia e condivisione, per raccolti di pace e lacrime asciugate.
Ermes Ronchi
“Io mi aspetto che i cristiani qualche volta accarezzino il mondo in contropelo”.
Leonardo Sciascia
10 Settembre 2024 Luca 6, 12-19
Gesù non era un mago che operava prodigi, la sua forza di guaritore è la forza che viene dall’ascolto, dalla capacità di cogliere l’essenziale del bisogno di chi gli sta innanzi, è la forza di quell’amore che risana perché si fa compagno e non giudice.
Sorella Elisabetta di Bose
«La struttura portante della Chiesa è zoppicante fin dall’inizio, sempre aperta al tradimento e al rifiuto del Signore. E tutto questo non è uno spiacevole imprevisto, ma è una realtà che fa parte del progetto di salvezza».
Lino Pedron
9 Settembre 2024 Luca 6, 6-11
Non si è liberi perché si può fare tutto quanto si vuole, ma si è liberi quando ciò che deve aiutarci ad essere liberi (la Legge) non diventa un altro motivo di schiavitù.
L.M. Epicoco
L’uomo rimesso al centro, per essere guarito, è testimonianza del modo di ragionare di Dio che invita anche noi a rimettere al centro di ogni nostra preoccupazione la vita in ogni sua forma.
Dehoniani
8 Settembre 2024 Marco 7, 31-37
Penso a te, Cristo guaritore,
alla tua saliva luminosa
piena di soli, lucciole e altre fate,
rimedi contro l’abbattimento.
Prendi nella tua bocca, Cristo stregone,
la mia vita scarna
e quel poco d’amore che vi tremola,
stringi la piccola erba della mia anima
fra i tuoi denti di fuoco
e insegnami a ridere
nella tua lingua materna.
Christian Bobin
7 Settembre 2024 Luca 6, 1-5
Pensare che un mezzo sia più importante del fine significa aver pervertito alla base il principio stesso della morale.
L. M. Epicoco
Possiamo vivere ogni momento come un impegno fastidioso da cui fuggire, o accogliere ogni occasione per avventurarci nell’eternità a cui siamo chiamati.
P. Lanza
6 Settembre 2024 Luca 5, 33-39
Nessuno prende un pezzo dal tessuto del vangelo, che è sempre nuovo e innovativo, per metterlo sul tessuto vecchio di una mente cristallizzata in fossilizzate convenzioni e convinzioni, altrimenti l’innovativa intelligenza del vangelo strappa il vecchio di quella mente, perché al vecchio di quella mente non si adatterà mai l’innovativa conoscenza e sapienza del vangelo.
P. Spoladore
