77 … tanti auguri: buon compleanno!

Si dice che 7 sono le vite dei gatti … Di padre Aldo Marchesini possiamo ben dire che sono 77! E oggi, 10 settembre 2018, ha aggiunto anche questo nuovo risultato all’avventura della sua vita. Una vita donata e continuamente pronta, a tutte le circostanze, con qualsiasi ostacolo. Lui c’è, in umiltà di cuore.

parliamo di lui

(per saperne di più visita il sito: www.padrealdo.net)

Aldo è nato a Bologna il 10.9.1941
Si è brillantemente diplomato al Liceo Scientifico Righi di Bologna.
E’ entrato nel noviziato della Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore (Dehoniani) nel 1961. E’ stato ordinato sacerdote il 27 dicembre 1969.
Nel frattempo ha conseguito la Laurea in Medicina nel 1966, presso l’Università di Bologna, con 110 e lode.
Leggiamo direttamente da un suo scritto la sua storia africana:
Arrivato in Africa per la prima volta il 29 luglio 1970. Atterrato a Blantyre in Malawi ed entrato via terrestre in Mozambico dalla frontiera di Milange. Rimasi 4 mesi per cercare di capire il mondo del Mozambico sotto il profilo della salute. Feci il giro di tutte le missioni per scegliere il posto dove costruire il futuro ospedale missionario della diocesi di Quelimane. Fu scelto Mugulama sulla strada tra Mocuba ed Aldo Molócuè.
Alla fine d’ottobre 1970 partii per l’Uganda per andare da Padre Giuseppe Ambrosoli, chirurgo comboniano, che aveva fondato e dirigeva da 17 anni l’ospedale di Kalongo nella savana. Il giorno del mio trentesimo compleanno 10 settembre 1971 mi ammalai di una violenta epatite B. Dovetti interrompere e dopo due mesi di letto tornai in Italia per rimettermi.
Rimasi in convalescenza alcuni mesi. In estate andai al Niguarda per fare pratica e mi venne l’ispirazione di scrivere “Ricordi di Ospedale”.
In settembre 1972 andai a Lisbona per studiare il portoghese e la Medicina Tropicale all’università di Lisbona. Rimasi un anno esatto. Al ritorno non mi dettero il visto per il Mozambico. Il vescovo di Lira, in Uganda, lo seppe e mi scrisse per invitarmi ad aspettare il visto lavorando nel suo ospedale di Aber. Vi giunsi il 5 dicembre 1973 e vi rimasi fino a fine luglio 1974, quando arrivò il visto dopo la rivoluzione dei garofani di Lisbona.
Prima di partire per il Mozambico andai ad Addis Abeba per fare un corso di clinica sulla Lebbra nel centro di ALERT, a 5 miglia dalla capitale. Tornai verso il 15 novembre 1974 e il 20 partii per il Mozambico, arrivando via Lisbona, all’aeroporto di Beira il 21 novembre 1974.

(E’ già quindi entrato nei suoi 44 anni di Mozambico e 48 di Africa).
Ai primi di Dicembre 1974, vista l’impossibilità di aprire un ospedale missionario, firmai il primo contratto come chirurgo col Governo di transizione.
Fui collocato provvisoriamente a Quelimane, per permettere ai due medici portoghesi di passare le feste in Portogallo e preparare il loro ritorno definitivo in patria. Il 30 gennaio 1975 fui trasferito a Mocuba come unico medico dei due distretti di Mocuba e Lugela. Rimasi fino a luglio 1976, trasferito a Songo-Cahora Bassa. Rimasi però fermo nella città di Tete perchè non c’era nessun chirurgo nella provincia.
Venne una équipe cinese ed io proseguii per Songo ai primi di novembre 1976. Il 29 luglio 1980 rientrai in Italia per un periodo di riposo e aggiornamento.
In maggio 1981 ritornai in Mozambico e mi trattenni nell’Ortopedia di Maputo per aggiornamento fino al 20 agosto 1981. Ero stato collocato a Quelimane, e vi sono rimasto per tutti questi anni (37)

Aldo è oltre che Direttore Clinico e Tutore della Specializzazione in Chirurgia Generale dell’Ospedale di Quelimane, anche Coordinatore Provinciale di Chirurgia della Zambesia e delle varie strutture sanitarie che si stanno aprendo in quella regione.
Medici provenienti da vari paesi del mondo, volontariamente, per brevi periodi lo affiancano nella sua dura attivita’.
Ho chiesto ad Aldo se avesse tenuto una statistica degli interventi chirurgici eseguiti in tutti questi anni di attività chirurgica in Africa.
Questa è la sua risposta:
Non li ho mai contati, ma penso che si possa calcolare una media di 10 operazioni per settimana, per 40 settimane l’anno. In pratica 400 operazioni all’anno, ma con anni in cui le superai di molto..
Pensate, circa 15000 interventi e in quali condizioni! C’è da far impallidire ogni chirurgo del primo mondo!
auguri !!!

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