La Parola del giorno
1 Maggio 2026 Matteo 13, 54-58
Fino all’ultimo resteranno in noi zone di incredulità
la cui scoperta a volte ci sorprende.
Frère Roger
Per poter però guardare la realtà bisogna essere umili.
Solo gli umili sono concreti, gli altri invece essendo presuntuosi,
presumono di sapere già come andrà a finire
e non danno più credito a chi hanno di fronte.
L.M. Epicoco
30 Aprile 2026 Giovanni 13, 16-20
Seguire Gesù significa fidarsi della sua prospettiva,
anche quando sembra fragile, inefficace, perdente.
Verranno dubbi, critiche, ripensamenti.
Verrà la tentazione di pensare che sia tutto inutile.
È lì che ricordiamo: non siamo noi il Maestro.
Siamo chiamati a diventare specchi.
Non a produrre luce, ma a riflettere il suo amore.
L. Vitali
Finché non acconsentiremo a che il Signore ci tocchi nella nostra vulnerabilità non vivremo mai un’esperienza di comunione.
A.Savone
29 Aprile 2026 Matteo 11, 25-30
Più la mia vocazione si rischiara, più amo il Cuor di Gesù. Lo conosco meglio, lo medito più facilmente: voglio vivere e morire in questo Cuore che è vissuto per mio amore; voglio unirmi a lui sempre più fedelmente al principio d’ogni mia azione.
Padre Dehon
Io sono piccolo, fragile, indifeso. Posso sbagliare, commettere errori, anche per ingenuità, leggerezza. Allora, prendo tutto me stesso e mi abbandono all’universale fluire delle cose, perché in fondo sono solo un minuscolo granello dell’universo. Affido a Dio queste mie paure. E se davanti alla sua onnipotenza, riesco a riconoscere la mia infinita piccolezza, cosa mai può essere la mia ansia, o la mia paura del futuro, cosa potrà mai farmi la sofferenza?
Giovanni Allevi
28 Aprile 2026 Giovanni 10, 22-30
Quello che oggi ti chiedo, Signore, è, in fondo, la capacità di riconoscere in ogni cosa il movimento delle tue mani. Che io mi meravigli di come la vita ti rispecchia. Che sappia leggerla e abbracciarla in profondità, come una parola che mi viene da te.
J. Tolentino Mendonça
Fidati!. Difficile, provocatorio, ma terribilmente potente, come una chiave che libera la vita, che fa scattare grinta ed entusiasmo. Fidati!: parola che mette paura, ma capace di dare senso, colore e speranza. La nuova vita ricomincia ogni giorno dalla fiducia.
Dehoniani
27 Aprile 2026 Giovanni 10, 11-18
Barcollando nella speranza ho ripreso il cammino: un passante si è messo al passo con me. Egli mi diceva: Io sono il pastore delle greggi che non hanno pastore e che tremano nella pianura, io sono le braccia aperte sulla tua profonda pena, il balsamo essenziale che allevierà i tuoi dolori.
M. Delbrel
26 Aprile 2026 Giovanni 10, 1-10
È la tua voce che mi tranquillizza. È il tuo modo di parlare, il tuo modo di chiamarmi, quel nomignolo che mi riservi. È che sei tu. E quando si tratta di te, io non lo so che mi succede. Per quanto cerchi di trattenermi, se si tratta di te io sono felice.
Carlos Ruiz Zafón
“Entrare” passando attraverso la “porta”, passare quella “soglia” che è la vita stessa di Gesù, significa condividere con Lui quel processo di umanizzazione che ci condurrà a diventare figli, cioè a realizzare la nostra somiglianza a Colui che è Fondamento della vita.
L. Locatelli
25 Aprile 2026 Marco 16, 15-20
Più spogli si va, più il Vangelo è annunciato con franchezza e,
come seme non rivestito caduto a terra, germoglia subito e più facilmente.
Enzo Bianchi
Annunciare il Vangelo significa lottare contro il male, non lasciarsi avvelenare da ciò che ferisce la vita, saper attraversare le difficoltà senza diventare duri o cattivi. Significa anche farsi prossimi a chi soffre, prendersi cura, offrire vicinanza, non tirarsi indietro davanti al bisogno degli altri. In definitiva, annunciare il Vangelo non è solo dire qualcosa, ma vivere in un certo modo. È lasciare che la parola ascoltata diventi carne nella nostra vita.
L.M. Epicoco
24 Aprile 2026 Giovanni 6, 52-59
Chi vive in me, chi è in me compreso, è preso da me nel risorgere.
U. Von Balthasar
«Prendete dunque e mangiate il corpo di Cristo […];
prendete e abbeveratevi col sangue di Cristo.
Per non distaccarvi, mangiate quel che vi unisce;
per non considerarvi da poco, bevete il vostro prezzo».
Sant’Agostino
23 Aprile 2026 Giovanni 6, 44-51
L’unico modo che Gesù ha trovato per narrarci Dio è stato quello di indossare un grembiule e mettersi al nostro servizio perché imparassimo che la beatitudine sta nel far crescere l’umanità, nel sentirsi responsabili del bene dell’altro, nel guardarlo non come concorrente o, peggio, nemico, ma come fratello/sorella, compagno/a di viaggio nella strada della vita.
L. Locatelli
In ogni cibo che diventa comunione e fraternità, lì è presente il Padre, lì c’è la vita e questo cibo è la vita del mondo. Il mondo vive grazie all’amore, senza questo amore, il mondo è morto, è un mondo di morte.
S. Fausti
