La Parola del giorno
17 Gennaio 2025 Marco 2, 1-12
Una fede che non prende su di sé i problemi d’altri non è vera fede. Non si è cristiani solo per se stessi; siamo chiamati a portare uomini e speranze. A credere anche se altri non credono; a essere leali anche se altri non lo sono, a sognare anche per chi non sa più farlo.
Ermes Ronchi
Il peccato è la morte del nostro cuore ed esprime le nostre paralisi che possiamo negare, ma che continuamente emergono in noi e fra di noi. L’amore e l’accoglienza dello stesso è via alla vita per noi e per i nostri fratelli, è ritorno a camminare superando le paralisi delle nostre gambe e del nostro cuore.
PG
16 Gennaio 2025 Marco 1, 40-45
Il tocco è forma primordiale di comunicazione. Il tocco rassicura, è l’espressione più eloquente di prossimità tra due esseri. È l’unico dei sensi che implica reciprocità: si può vedere senza essere visti ma è impossibile toccare senza essere toccati. Il tocco però ribalta la situazione: sana il lebbroso ma rende Gesù impuro, in un misterioso scambio che appare figura e metafora dell’Incarnazione. È il Dio che si lascia contaminare ed infettare dall’umanità, che si fa peccabile per vincere il peccato e squarciare le tenebre del male.
M. V. Longhitano
15 Gennaio 2025 Marco 1, 29-39
La guarigione del corpo ha come scopo la guarigione del cuore, il servizio amoroso a ogni vita. La mano che ti solleva riaccende la fretta dell’amore e dice: guarisci altri e guarirà la tua vita.
Ermes Ronchi
Entrare in una dimora non significa semplicemente varcare la soglia di mura e stanze, ma iniziare ad abitare la trama di un tessuto umano che chiede rammendi di misericordia.
P. Lanza
14 Gennaio 2025 Marco 1, 21b-28
Veniamo rapiti quando un frammento di realtà ci chiama a uscire da noi stessi pur rimanendo in noi stessi, anzi appropriandoci del nostro io autentico più in profondità.
Alessandro D’Avenia
Una parola è autorevole quando chi la pronuncia non solo la dice ma, dicendola, si dà in essa. La parola diventa presenza del parlante.
L. Manicardi
13 Gennaio 2025 Marco 1, 14-20
La sequela inizia con un atto di obbedienza a una verità intuita e accettata, in cui però non tutto è chiaro. Per comprendere ci vorrà l’intera vita. Seguire il Cristo non significa rispondere e accettare ciò che appare chiaro fino in fondo, ma entrare in una dinamica di continua ricerca e accoglienza. Si tratta di andare dietro… custodendo l’atteggiamento dell’inizio, perché non si è mai finito di lasciare e di seguire.
Sabino Chialà
12 Gennaio 2025 Luca 3, 15-16.21-22
«Parlami / aspetto a carne aperta / che mi parli./ Noi non siamo qui per vivere / ma perché qualcuno / deve parlarci»
Franco Arminio
Dio si fa incontrare dal suo popolo mentre è in fila con loro per il battesimo.
Non usa vie privilegiate Gesù,
ma in fila come tutti abita questa via lasciandosi definire da una relazione fondamentale: quella con il Padre.
Lo Spirito Santo infatti è questa relazione speciale,
quest’aria che lega lui e il padre in una comunione strettissima
alla quale anche noi partecipiamo in forza del battesimo.
L. Vitali
11 Gennaio 2025 Luca 5, 12-16
Solo nel gesto dell’avvicinarsi a qualcuno
scopriamo che abbiamo un “prossimo” da amare.
Dehoniani
L’incontro con un Gesù incarnato pone ciascuno di noi di fronte alla scelta di vivere la nostra umanità facendo cadere ogni confine grazie al tocco di una mano tesa.
Marie-Laure Veyron
10 Gennaio 2025 Luca 4, 14-22a
L’oggi è determinante nella nostra vita perché viviamo solo oggi. Se oggi non ascoltate non entrate. Per cui tutto dipende: se oggi ascoltiamo o non ascoltiamo. Tutto dipende da quale parola oggi mettiamo dentro. Noi diventiamo contemporanei alla parola che ascoltiamo. Allora vediamo un po’ le coordinate di tutta l’azione di Gesù: è l’anno giubilare, cioè la realizzazione della giustizia e della libertà sulla terra. Avviene nella forza dello Spirito, cioè nella forza della Parola. Avviene Oggi.
S. Fausti
9 Gennaio 2025 Marco 6, 45-52
L’amore di Dio per noi non è qualcosa di evanescente, di vago, non è un “fantasma”,
ma un’esperienza di vera e propria condivisione.
A. Savone
Non temere: il timore viene scacciato quando comprendiamo il segno dei pani, quando cogliamo la forza del dono gratuito di Dio per noi. Il timore viene scacciato quando non siamo soli e ci facciamo compagni di viaggio dei nostri fratelli: coraggio, non sei solo. Non a parole ma coi fatti. Prendiamoci per mano e camminiamo insieme.
PG
