La Parola del giorno
17 Giugno 2025 Matteo 5, 43-48
Umanamente parlando nessuno di noi è capace di liberarsi dalla logica di azione-reazione. Ci viene quasi spontaneo reagire anche soltanto interiormente al male che riceviamo. Ma chi fa un’esperienza potente d’amore non ha più la preoccupazione di reagire perché è talmente grande il senso di gratitudine e di pienezza che prova, che nemmeno il male può togliergli davvero quello che conta.
L. M. Epicoco
16 Giugno 2025 Matteo 5, 38-42
«Amatevi, altrimenti vi distruggerete. È tutto qui il Vangelo».
D.M. Turoldo
“Porgere l’altra guancia non è il ripiego del perdente ma l’azione di chi ha la forza interiore più grande”.
Papa Francesco
15 Giugno 2025 Giovanni 16, 12-15
La vera fede nella Trinità si esprime in quei gesti di amicizia che mettono in circolazione la comunione di amore del Padre, del Figlio, dello Spirito.
Luigi Pozzoli
Mentre noi diventiamo sempre più tristi e sedentari, stanchi e abitudinari oggi Gesù ci ricorda che non c’è traguardo, non c’è meta raggiunta, non c’è una fine in questo Dio che non finisce mai di stupire: ci sono “cose future” inimmaginabili che ci aspettano e niente finisce nello scorrere incessante di Dio. Tantomeno la vita, tantomeno l’amore. Forse sarà questa la «verità» verso cui ci guiderà lo Spirito, una verità nascosta per quelli che non sanno mettersi in gioco, per i troppo seri, per chi non è disposto a tuffarsi nel vortice e nella leggerezza di un soffio.
Luigi Verdi
14 Giugno 2025 Matteo 5, 33-37
Bisogna scegliere con cura le parole da non dire.
Alda Merini
Il nostro parlare dev’essere talmente vero da non aver bisogno di giuramenti.
L. Manicardi
13 Giugno 2025 Matteo 5, 27-32
Tagliare una mano, a volte è necessario. Cavare l’occhio, pure. Ma è soprattutto necessario che noi ascoltiamo quel sussurro leggero e silenzioso che Dio soffia nel nostro cuore con Gesù Parola, quel soffio che è lo Spirito creatore e ricreatore, quel soffio che ci libera dalla compiacenza di compiere atti belli ma vuoti di amore e rilancia in noi, ogni mattino, la bellezza dell’amore di Dio.
PG
12 Giugno 2025 Matteo 5, 20-26
“I torti e le ragioni costituiscono un intreccio complesso e inestricabile, che solo il perdono può risolvere.”
B. Maggioni
La pace si costruisce col rischio del primo passo. Certo, esistono ragione e torto, esistono motivazioni stupide e altre più intelligenti, soprattutto esiste la violenza (che è sempre la risposta sbagliata). Ma se vogliamo, nel nostro piccolo, coltivare e costruire una società della pace, è importante che ciascuno di noi, per primo, parta dall’ascolto, che diviene tentativo di accordo. Forse è un messaggio banale e scontato. Può essere, ma questa è la banalità di cui abbiamo un grande bisogno nella nostra quotidianità.
Dehoniani
11 Giugno 2025 Matteo 10, 7-13
La povertà più grande e persino così necessaria da essere indispensabile non è quella dei beni, ma il disarmo assoluto nei confronti degli altri, purificato da ogni forma di pregiudizio e libero da ogni bisogno di protagonismo. Chissà, forse dopo tanti secoli in cui abbiamo immaginato la missione secondo lo stile un po’ aggressivo di Paolo, potremmo cominciare a immaginare la cosiddetta «nuova evangelizzazione» secondo lo stile di Barnaba, nella certa consapevolezza che la «grazia» non è da importare o esportare, ma solo da accogliere e condividere con mitezza.
M. D. Semeraro
10 Giugno 2025 Matteo 5, 13-16
La capacità di gustare, di sentire i sapori è un’antica metafora della vita. Il sapore ha un’antichissima relazione con il sapere: conosciamo davvero le cose quando siamo capaci di gustarle. Conosci davvero una persona quando ti sei accorto del sapore che ha per te. Le nostre relazioni e le nostre conoscenze sono così superficiali e veloci che non ci rendiamo neppure conto di quale gusto abbiano per noi.
G. Piccolo
9 Giugno 2025 Matteo 5, 1-12a
Senza entrare nel campo magnetico della felicità,
felicità che sappiamo soltanto
guardare, aspettare, cercare già fatta,
quasi fosse anagramma perfetto di facilità,
barando su un’unica lettera.
Francesco Guccini
Le beatitudini, come promessa di felicità, sono invito alla bellezza, a lavorare la propria vita fino a farne un capolavoro. Ma ancor più che di felicità, l’uomo ha bisogno di senso, e le beatitudini, come promessa, attestano che si può trovare senso anche nell’assurdo del dolore, che il mondo può essere vissuto anche nell’invivibile della persecuzione, della violenza subita, di situazioni di guerra e non di pace.
L. Manicardi
