La Parola del giorno

In questa rubrica proponiamo la meditazione del Vangelo del giorno. Il nostro desiderio è di spezzare il pane quotidiano della parola di Dio, condividendo la nostra lectio divina.

16 Novembre 2024 Luca 18, 1-8

Invisibile, buia nel buio
non prego e sono preghiera.
Chandra Livia Candiani

Grazie alla preghiera, noi prendiamo coscienza che la nostra quotidianità, così intersecata con vicende di male, di banalità, di non senso, di mediocrità, può trovare un senso nella più ampia storia che Dio conduce con noi e con il mondo. La preghiera accorda il nostro respiro al respiro di Dio.

Luciano Manicardi

15 Novembre 2024 Luca 17, 26-37

L’apertura all’altro, che è evangelicamente il «perdere» la vita,

è il segno di un’esistenza che desidera essere generativa e autenticamente libera.

Altrimenti siamo schiavi delle nostre paure e dei nostri bisogni.

L’occhio e il cuore aperti sulle esigenze e sulle vite dei fratelli è,

prima di tutto, segno di umanità, sintomo di furbizia: i mutamenti della vita

ci impatteranno meno, perché la nostra attenzione

non è stata rapita totalmente dalla tiepida tranquillità del nostro oggi.

Dehoniani

14 Novembre 2024 Luca 17, 20-25

Capita il giorno in cui gli scenari crollano. Capita che un giorno, un giorno soltanto, il “perché” emerge, e tutto comincia in questa stanchezza tinta di stupore. “Comincia”, questo è l’importante.

A. Camus

Il Regno dei cieli è la parte divina dell’anima umana. Trovarla in se stessi e negli altri, convincersi con i propri occhi della santità della creatura di Dio, della bontà e dell’amore delle persone, in questo sta l’eterna beatitudine e la vita eterna.

Chi l’ha gustata una volta è pronto a scambiare con essa tutti i beni personali.

Pavel Florenskij

13 Novembre 2024 Luca 17, 11-19

La vera guarigione non consiste nel rifarsi un’immagine, ma nel rifarsi il cuore. La gratitudine è il sintomo più bello di quelli che veramente si sono lasciati salvare da Dio.

L. M. Epicoco

Al dono deve corrispondere il nostro grazie al donatore. Solo il rapporto con lui ci salva: i suoi doni sono semplici mezzi per metterci in comunione con lui. Per questo la salvezza è tra il “già” e il “non ancora”: già offerta a tutti, non ancora tutti l’hanno accolta.

S. Fausti

12 Novembre 2024 Luca 17, 7-10

«Siamo servi inutili» nel senso che, dopo aver fatto quanto dovevamo fare, non ci siamo arricchiti di null’altro che della gioia di avere fatto fino in fondo il nostro dovere: una lavatrice di biancheria, un gesto di pietà, una sedia aggiunta, una frottola in meno, un servigio dettato da un’urgenza giunta improvvisa e inedita. Esistenze costruite sulle fondamenta di gesti gratuiti, sconosciuti, anonimi. Intensi, però.

Marco Pozza

11 Novembre 2024 Luca 17, 1-6

La fede non necessita di essere abbondante, visto che un granello di senape è già una dimensione sufficiente a renderla efficace.

Ciò di cui davvero necessita è di essere adeguata alla debolezza del vangelo e alla stoltezza della croce.

Il perdono non è fatto di gesti clamorosi, ma è «uno spirito che ama l’uomo».

R. Pasolini

10 Novembre 2024 Marco 12, 38-44

Il dono più grande non è fatto di cose, ma di noi stessi: allora anche l’ultima creatura ha qualcosa da donare.

d. Primo Mazzolari

L’infinito confina con una carezza,

l’assoluto con due spiccioli poveri,

la notte comincia con la prima stella,

l’amore con il primo sguardo,

il mondo nuovo con il piccolo gesto di una vedova senza nome.

Ermes Ronchi

9 Novembre 2024 Giovanni 2, 13-22

Casa di Dio è tutto ciò che Lui può abitare, amandolo. Gesù vuole «incendiare le nostre abitudini», appiccare un fuoco a tutto quel che sporca e disonora la sua casa, il sacro che ci abita e ci circonda. E noi altro non siamo che le scintille di quel fuoco, anche noi capaci di rompere il ghiaccio dell’indifferenza, di spezzare il gelo delle violenze, di sciogliere i lacci che annodano e soffocano.

L. Verdi

8 Novembre 2024 Luca 16, 1-8

La vera furbizia non è accumulare ma donare, perché solo il dono ci salva il futuro. Non importa quindi di ricostruirsi la fedina penale perduta, importa che cosa vogliamo farne del tempo che rimane.

L. M. Epicoco

Tutto ciò che non si dona è perduto. Tutto ciò che non si dona, viene sprecato, viene dilapidato. Nel donare si realizza una vita che non ha veramente più fine. Nel trattenere le cose per sé o nello sprecare questa vita muore senza possibilità di continuare ad essere feconda.

Pierre Ceyrac