La Parola del giorno

In questa rubrica proponiamo la meditazione del Vangelo del giorno. Il nostro desiderio è di spezzare il pane quotidiano della parola di Dio, condividendo la nostra lectio divina.

6 Aprile 2025 Giovanni 8, 1-11

Siamo abituati a moralizzare. Quel “non peccare più” ci suona come imperativo morale, ma non è questo. È un invito alla libertà piena: una dignità che ti ho restituito che è in vista di una tua piena libertà, allora giocati la tua libertà nella maniera più bella possibile. È un invito di Gesù a puntare in alto nella vita.

P. Scquizzato

Il Signore sa sorprendere ancora una volta il nostro cuore fariseo: non chiede alla donna di confessare il peccato, non di espiarlo, neppure le domanda se è pentita. È una figlia a rischio della vita, e tanto basta a Colui che è venuto non per giudicare ma per salvare. La prima legge di Dio è che ogni suo figlio viva! Non si interessa di rimorsi, ma di futuro.

E. Ronchi

5 Aprile 2025 Giovanni 7, 40-53

Il sapere chi ce l’ha lo deve seminare come si semina il grano. Buttarlo sulla terra, sugli uomini… spenderlo. Il giorno in cui questo avverrà saremo veramente uomini sulla terra.

Andrea Camilleri

La domanda è la fonte della vita. È nella domanda che noi rilanciamo l’ascolto della realtà, dell’altro, di Dio, di noi stessi. La risposta cheta la nostra sete di verità, dando una risposta noi spegniamo la nostra ansia di comprendere. Siamo più tranquilli, ma questo non significa che noi siamo più veri.

PG

4 Aprile 2025 Giovanni 7, 1-2.10.25-30

Non poche volte Dio delude. Delude perché non conferma ciò che si continua a inseguire imperterriti.

Nel momento in cui ciò non accade si manifesta tutta l’inconsistenza di quanto si è scelto e assunto come stile di vita.

La delusione porta necessariamente all’eliminazione di ciò o di chi ci è d’intralcio:

“ci è d’incomodo… è diventato per noi una condanna dei nostri pensieri… ci è insopportabile”.

A. Savone

3 Aprile 2025 Giovanni 5, 31-47

Se uno conosce la verità di Dio, per lui non è difficile attestare tale verità con le parole. La testimonianza però avrà in sé tutta la sua verità solo se è armonizzata con la testimonianza della vita. Se un uomo non vive secondo la verità che annuncia, allora la sua testimonianza non è comunicazione e non può convincere.

Adrienne von Speyr

2 Aprile 2025 Giovanni 5, 17-30

Chi ama sa bene che ciò che rende felici è poter fare ciò che dà gioia a chi si ama. Dio fa così con noi, ma la reciprocità non è mai scontata. Sovente noi disertiamo questo scambio. Eppure Egli rimane fedele al Suo amore per noi fino all’estreme conseguenze, anche se non solo lo rifiutiamo ma anche quando lo mettiamo in Croce. Non so se abbiamo chiaro quanto siamo amati alla follia da Dio.

L. M. Epicoco

1 Aprile 2025 Giovanni 5, 1-16

Quel «non c’è nessuno che mi immerga nella piscina» interroga ciascuno di noi. Sembra una radiografia del cuore. Un cuore sordo che non vede, non sente, non si accorge, chiuso nei suoi affanni, nei suoi programmi, nel suo delirio. Forse tocca a me dare gambe a chi non cammina, dare una mano a chi non ce la fa, rialzare, immergere nella piscina di un possibile miracolo chi si trova ai bordi e aspetta.

Dehoniani

31 Marzo 2025 Giovanni 4, 43-54

Forse pensavamo di dover salire e invece si tratta sempre e solo di scendere, come il sole dopo mezzogiorno.

M. D. Semeraro

La novità della vita è generata non dal dispiegamento di mezzi e di energie ma dal credito accordato a una parola. Una parola, quanto basta a metterti in cammino.

A. Savone

30 Marzo 2025 Luca 15, 1-3.11-32

Il perdono di Dio non libera il passato, fa di più: libera il futuro, ci rende figli nuovi.

Ermes Ronchi

Non basta sapere che i nostri peccati sono sepolti in fondo al mare, che il conto con il passato è avvolto per sempre dalla misericordia di Dio. Non è sufficiente comportarsi bene e tornare sui propri passi, dopo essersi accorti di aver sbagliato o varcato certe soglie. Occorre riconoscere nell’altro il nostro fratello e nei sentimenti di rabbia e giudizio che ancora ci abitano tutta la nostra resistenza alla tenerezza del Padre.

Roberto Pasolini

29 Marzo 2025 Luca 18, 9-14

Chi è ossessionato dalla propria immagine, metterà al centro della propria preghiera o dei propri pensieri soltanto il proprio io: questo è l’unico pronome che ricorre nella preghiera del fariseo. Nella sua immaginazione c’è spazio solo per se stesso. Il suo io è talmente ingombrante che arriva perfino a mettersi al posto di Dio: usa per se stesso il nome di Dio, Io sono. Quando cerchi solo te stesso, ben presto esproprierai anche Dio dalla tua vita.
G. Piccolo