La Parola del giorno

In questa rubrica proponiamo la meditazione del Vangelo del giorno. Il nostro desiderio è di spezzare il pane quotidiano della parola di Dio, condividendo la nostra lectio divina.

8 Giugno 2024 Marco 12, 38-44

Questa vedova dona a partire dalla sua mancanza. È a partire dalla sua indigenza e dal suo non-avere che lei dona. Lei dona il niente che ha. Amare è far dono all’altro della propria povertà. Al tempo stesso, quel dono di niente, che parte dal niente, è dono di tutto, perché è dono di sé.

L. Manicardi

7 Giugno 2024 Festa del Sacro Cuore Giovanni 19, 31-37

Ogni amico del Sacro Cuore deve riprodurre questo divin Cuore in un modo speciale e diverso secondo l’attrattiva e il grado della grazia che gli è stata data. In tutti, però, deve vivere il Sacro Cuore, questo Cuore che sempre ama e sempre si immola; questo Cuore che dimentica sempre se stesso e non si stanca mai di donarsi; questo Cuore che pur essendo un cuore d’uomo è anche il cuore di un Dio; questo Cuore che non ha cessato mai di offrirsi e di consacrarsi per noi e a noi, e che è il primo, il più bello e il più grande di tutti i cuori di oblati e di vittime d’amore.

P. L. Dehon

6 Giugno 2024 Marco 12, 28b-34

Amerai… verbo al futuro perché è il verbo della vita e la vita è ricerca. La vita non è soltanto ciò che hai alle tue spalle: essa è ancora tutta da svolgere inventando nuovi percorsi nelle tue relazioni. Verbo ancora tutto da coniugare perché la vita, Dio, l’altro sono sempre ad-venienti.

A. Savone

5 Giugno 2024 Marco 12, 18-27

Dio non ci chiama alla vita e alla relazione con Lui, perché poi questo finisca come hanno fine i giochetti dei bimbi coi loro giochi. Dio non gioca con noi. Non ci chiama alla vita perché poi scompariamo. La relazione con Lui non può terminare a causa della vicenda naturale della morte. Se Lui è il Dio fedele, e lo è, non può venire meno al dono della vita: “non è un Dio dei morti ma dei viventi”.

PG

4 Giugno 2024 Marco 12, 13-17

Il pericolo costante è quello di guardare le cose del mondo troppo in faccia, fino a diventarne servi ciechi e scontenti, abdicando per giunta alla nostra coscienza e alla nostra dignità. Così facendo, arriviamo facilmente a svenderci e a vincolare la nostra libertà al potente di turno, che ci chiede di versare a lui il nostro tributo. Liberante la risposta di Gesù: “Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio!”

Roberto Pasolini

3 Giugno 2024 Marco 12, 1-12

Nella vigna di Dio è il bene che revoca il male. La vendemmia di domani sarà più importante del tradimento di ieri. I grappoli gonfi di succo e di sole riscatteranno anche la sterilità di questi nostri inverni in ansia di luce.

Ermes Ronchi

2 Giugno 2024 Marco 14, 12-16.22-26

Gesù si fa fragile come il pane che si spezza e si sbriciola. Ma proprio lì sta la sua forza, nella sua fragilità.

Nell’Eucaristia la fragilità è forza: forza dell’amore che si fa piccolo per poter essere accolto e non temuto;

forza dell’amore che si spezza e si divide per nutrire e dare vita; forza dell’amore che si frammenta per riunire tutti noi in unità.

Papa Francesco

Dio non è qualcuno che si incontra in cose astratte,

ma quando il cuore è povero e si ha fame.

Il pane è il punto di incontro di tutte le fami,

il punto che placa ogni ricerca di nutrimento.

Se non siamo morti di fame lungo il cammino della vita

è perché è sceso qualcosa dall’alto.

Se siamo sopravvissuti è per questo dono inatteso.

L’eucaristia non è per chi è degno (O Signore non sono degno di p..)

ma per chi non ce la fa. Abbiamo tutti bisogno di Dio.

Don Luigi Verdi

1 Giugno 2024 Marco 11, 27-33

Il potere, ogni potere costituito, proprio perché è costituito, ha paura, ha una paura fulminante di perdere il potere, e odia a morte chiunque potrebbe in qualsiasi modo indebolire questo potere. Il potere vuole far paura alla gente, perché ha paura, ha paura di perdere il potere stesso.

P. Spoladore

Noi siamo sempre alla ricerca di risposte giuste, scientifiche, ma non abbiamo bisogno di queste. Queste risposte sono il più delle volte false e parziali. Noi abbiamo bisogno di domande vere per crescere verso risposte vere. Belle o brutte che siano, poco importa, l’importante è che siano vere perché solo nella verità fiorisce la libertà.

PG