Marco 16, 15-18

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».

Il compito della chiesa è quello di andare in tutto il mondo non a fare del turismo religioso o a fare delle crociate o a convertire a forza. Il compito della chiesa è di andare “in tutto il mondo e proclamare il Vangelo a ogni creatura”.

Come facciamo noi chiesa a continuare a pensare a noi stessi, se non andiamo ancora in tutto il mondo. Come può giungere il Vangelo ad ogni creatura?

Far giungere il vangelo ad ogni creatura credo che sia, innanzitutto, un atto di libertà. È una cosa bella il Vangelo; è una cosa buona; è una cosa che dona verità; è una cosa che dona vita. Ma che dico: è una persona vivente, è la persona vivente, Gesù che chiama tutti ad una libertà e ad una vita più vera.

Il primo passo non è per nulla quello di convincere qualcuno a farsi cristiano e ad entrare nella chiesa. No, il primo passo è quello dell’annuncio. Vale a dire: guarda io ho ricevuto in dono questa cosa bella, la vita di Dio in mezzo a noi. Non posso non donarla a te perché Colui che ho ricevuto, a questo mi spinge, questo mi chiede.

Questo è il passo vero a cui non possiamo rinunciare. Questo è il passo che a noi è chiesto. Se Gesù è vita per me il donarlo ai miei fratelli, a tutti gli uomini, è un dono di vita sul quale non posso soprassedere.

L’annuncio è cosa sacra nella misura in cui nasce da un cuore innamorato che vuole condividere quanto ha scoperto. Se non vi è necessità di condividere significa che non vi è neppure vita, significa che non abbiamo scoperto nulla di bello e di buono. Significa che Gesù, Parola vivente, per la nostra vita è qualcosa di sopportato, di non vissuto.

Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a tutti. Questa deve essere la nostra preoccupazione come chiesa. Come poi questo vangelo possa giungere a tutti, per noi è un mistero. È un mistero perché a tutti non è mai giunto. È un mistero perché a questo comando noi chiesa non abbiamo risposto se non in parte minima.

È il mistero che tocca la vita di Dio e che non appartiene a noi chiesa. Noi la possiamo servire, ma noi non siamo la vita di Dio. Ne siamo parte, non la esauriamo. La vita di Dio, i semi del Vangelo, si spargono per tutto il mondo spesso a nostra insaputa o senza che noi facciamo nulla perché questo possa avvenire.

Andare per annunciare sapendo che il Vangelo ha una vita sua che in parte dipende dal mio annuncio e dalla mia testimonianza, ricordando che molto si muove da sé. Vi è una vita simpatica, che si muove autonomamente tramite vie per noi impensate.

Credo che queste vie impensate tante volte sono percorse da persone incredibili che noi facciamo fatica a vedere come testimoni, ma che sono e rimangono dei bei testimoni.

La chiesa è serva del Vangelo, non padrona. Perché il Vangelo si sparge nel mondo grazie al dono dello Spirito che non sai di dove venga e neppure dove vada. Spirito che è vento che se viene inscatolato perde tutta la sua fragranza e la sua capacità di muovere. Il vento se posseduto non è più vento, è aria e spesso aria fritta. Lo Spirito trasporta, come il vento, i germi che inseminano, che fecondano tutto ciò che incontrano.

È un movimento di libertà, che crea libertà e che può partire solo da una scelta di libertà. È un movimento nel quale noi siamo chiamati a lasciarci coinvolgere. Un movimento che non ci apparterrà mai totalmente. Un movimento al quale noi apparteniamo e in quanto appartenenti possiamo diventare donatori di questo stesso movimento, di questa libertà, di questa freschezza, di questa vita, di questo annuncio, di questo abbraccio di Dio ad ogni uomo.

Se vuoi ricevere quotidianamente la meditazione del Vangelo del giorno
ISCRIVITI QUI

Guarda le meditazioni degli ultimi giorni

 

28 Dicembre 2025 Matteo 2, 13-15.19-23

Può sembrare uno scandalo, può sembrare il rovesciamento delle nostre logiche di forza, di potere, di successo, ma forse è questo il vero volto di Dio: un Dio che non sta fermo nei templi che gli abbiamo costruito, ma cammina con chi fugge, con chi dorme nelle tende o piange accanto alle macerie di una casa, o di una vita. E’ un Dio che non siede sui troni, ma è sulla strada e si nasconde tra le valigie, nei corridoi delle stazioni, tra le assi di un barcone, nei visi stanchi di chi non ha più casa. Un Dio insomma che è in tutti quei luoghi dove la vita si rifugia per non spegnersi.

L. Verdi

27 Dicembre 2025 Giovanni 20, 2-8

Arriva prima l’Amore, ma aspetta la Verità per entrare davvero nelle cose.

M. Epicoco

Nel Verbo fatto carne, Dio parla e ascolta, e la parola è il modo per rendere accessibile l’intimità. Possiamo e, per molti aspetti, dobbiamo accogliere ogni giorno il realismo dell’incarnazione, che si concretizza attraverso una cascata di verbi da cui la Liturgia della Parola di oggi sembra inondarci: udire, vedere, contemplare, toccare, testimoniare, annunciare, essere in comunione, correre, uscire insieme, credere: «perché la nostra gioia sia piena».

M. D. Semeraro

26 Dicembre 2025 Matteo 10, 17-22

Fare il bene può generare odio, accuse, dolore… persino morte ed è per questo che spesso è più comodo restare nelle “pantofole dell’indifferenza”, dove tutto appare tranquillo e nessuno ti disturba.

L. Vitali

Se superiamo una lettura doloristica del Vangelo ci accorgiamo che riceviamo una costante proposta di libertà: non è la sofferenza a donare grazia, ma è la grazia che permette di non naufragare anche quando arriva la sofferenza.

In questo senso essere testimoni di Gesù non significa fare catechismo alle persone che incontriamo (né stressarle perché facciano quello che a noi sembra opportuno), ma sprigionare la dolcezza del profumo di Vita Buona di cui siamo imbevuti perché chi ci sfiora ne odori la fragranza fino a riempirsi il cuore.

P. Lanza

Share This