Matteo 11, 28-30
In quel tempo, Gesù disse:
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Vi invito oggi a rileggere questo bellissimo passo del vangelo alla luce di due altri passi della Sacra Scrittura.
Il primo è un invito che Dio fa al suo popolo per mezzo del profeta Geremia. È un invio esplicito a seguire la bella via del bene, come invito a trovare pace. Non vi sono discussioni e non vi sono dubbi: la via del bene come unico scopo della nostra ricerca ci porta alla pace. Ma anche di fronte a questa prospettiva la risposta non è scontata.
Ascoltiamo Geremia:
16Così dice il Signore: “Fermatevi nelle strade e guardate, informatevi dei sentieri del passato, dove sta la strada buona percorretela, così troverete pace per la vostra vita”. Ma essi hanno risposto: “Non la prenderemo!” (6, 16).
Ma ancora più interessante è Ben Sira che nel libro del Siracide ci presenta il cercatore della sapienza che non teme la fatica ma ricerca fino a quando la incontra e ne carpisce il nome. La sapienza è l’anima che si diletta della misericordia di Dio:
13Quand’ero ancora giovane, prima di andare errando, ricercai assiduamente la sapienza nella mia preghiera.
14Davanti al tempio ho pregato per essa, e sino alla fine la ricercherò.
15Del suo fiorire, come uva vicina a maturare, il mio cuore si rallegrò. Il mio piede s’incamminò per la via retta, fin da giovane ho seguìto la sua traccia.
16Chinai un poco l’orecchio, l’accolsi e vi trovai per me un insegnamento abbondante.
17Con essa feci progresso; onorerò chi mi ha concesso la sapienza.
18Ho deciso infatti di metterla in pratica, sono stato zelante nel bene e non me ne vergogno.
19La mia anima si è allenata in essa, sono stato diligente nel praticare la legge. Ho steso le mie mani verso l’alto e ho deplorato che venga ignorata.
20A essa ho rivolto la mia anima e l’ho trovata nella purezza. In essa ho acquistato senno fin da principio, per questo non l’abbandonerò.
21Le mie viscere si sono commosse nel ricercarla, per questo ho fatto un acquisto prezioso.
22Il Signore mi ha dato come mia ricompensa una lingua e con essa non cesserò di lodarlo.
23Avvicinatevi a me, voi che siete senza istruzione, prendete dimora nella mia scuola.
24Perché volete privarvi di queste cose, mentre le vostre anime sono tanto assetate?
25Ho aperto la mia bocca e ho parlato: “Acquistatela per voi senza denaro.
26Sottoponete il collo al suo giogo e la vostra anima accolga l’istruzione: essa è vicina a chi la cerca.
27Con i vostri occhi vedete che ho faticato poco e ho trovato per me un grande tesoro.
28Acquistate l’istruzione con grande quantità d’argento e con essa otterrete molto oro.
29L’anima vostra si diletti della misericordia di lui, non vergognatevi di lodarlo.
30Compite la vostra opera per tempo ed egli a suo tempo vi ricompenserà”. (51, 13-30).
La leggerezza del giogo della sapienza che si è incarnata in Gesù, misericordia di Dio, è tale perché anche se la nostra giornata, il nostro camminare, le nostre scelte possono essere difficili e faticose, il nostro cuore rimane leggero perché inondato dall’acqua viva scaturita dal cuore trafitto di Cristo, acqua viva di misericordia che irrora i campi della nostra persona.
Ognuno ha la sua schiena per sopportare il peso di ogni scelta, il peso di ogni passo, il peso del coraggio.
Amara
Bisogna cambiare “giogo”. Abbandonare quello dei “sapienti e dei dotti” e prendere quello del Maestro che, nelle Beatitudini, apre una via nuova. Gesù non è meno esigente, anzi, lo è di più. Ma esige in maniera diversa. Esige l’essenziale: l’amore che libera e fa vivere.
Luciano Locatelli
Se vuoi ricevere quotidianamente la meditazione del Vangelo del giorno
ISCRIVITI QUI
Guarda le meditazioni degli ultimi giorni
10 Settembre 2026 Luca 6, 27-38
Lasciamoci avvolgere dalla misericordia di Dio; confidiamo nella sua pazienza che sempre ci dà tempo. (…) Sentiremo la sua tenerezza, tanto bella, sentiremo il suo abbraccio e saremo anche noi più capaci di misericordia, di pazienza, di perdono, di amore.
Papa Francesco
La misericordia di Dio non si esprime solo con il perdono ma innova, costruisce, crea e vince la divisione e la morte.
Giovanni Franzoni
9 Settembre 2026 Luca 6, 20-26
Gesù cerca di far vedere quello che le persone non riescono ancora a vedere. Il cuore del suo messaggio sta nell’insegnare a chi lo ascolta la propria grandezza, l’amabilità oggettiva e incondizionata, la libertà a cui è chiamato, il cammino possibile per realizzare il meglio di ciò che è, e gioirne.
Lanza
Le beatitudini lasciano inquieti, mai appagati, mai arrivati … richiedono un orecchio e uno sguardo attento, capace di intercettare i volti dei prediletti di Dio, di prendere posizione.
Lorefice
8 Settembre 2026 Matteo 1, 1-16.18-23
Oggi la Chiesa festeggia la Natività di Maria. Nel 2014 papa Francesco, durante l’angelus del 7 settembre, disse: “E ricordatevi domani la ricorrenza liturgica della Natività della Madonna. Sarebbe il suo compleanno. E cosa si fa quando la mamma fa la festa di compleanno? La si saluta, si fanno gli auguri… Domani ricordatevi, dal mattino presto, dal vostro cuore e dalle vostre labbra, di salutare la Madonna e dirle: ‘Tanti auguri!’. E dirle un’Ave Maria che venga dal cuore di figlio e di figlia. Ricordatevi bene!”.
La storia della salvezza non passa da cuore puro a cuore puro, da mani immacolate a mani immacolate, ma attraverso le nostre vicende, grandiose o misere che siano. Questo rende sacra la nostra quotidianità. Perché anche qui, oggi, nel volto della prossima persona che ognuno di noi incontrerà, è racchiuso l’appello d’amore di Dio. Rispettare la propria routine quotidiana, anche quando apparentemente noiosa, significa stare attenti al passaggio di quel «Dio con noi» che rende profumata la nostra vita.
Dehoniani
Giovanni Nicoli | 18 Luglio 2024