La Parola del giorno

In questa rubrica proponiamo la meditazione del Vangelo del giorno. Il nostro desiderio è di spezzare il pane quotidiano della parola di Dio, condividendo la nostra lectio divina.

23 Ottobre 2025 Luca 12, 49-53

La cosa più bella che possa capitare a un essere umano
è scoprire il fuoco sacro, il fuoco della sua anima.
E di fare in modo che la vita intera
sia l’espressione di questa anima.

Annie Marquier

Solo chi ha il fuoco dell’amore appassionato, lo può comunicare. Sente il dovere di diffondere questa fiamma come parte essenziale della sua fede in Dio.

F. Barbero

22 Ottobre 2025 Luca 12, 39-48

Quando si smette di attendere, il presente si trasforma nel luogo della disordinata affermazione di sé. (…) Il ladro che può venire all’improvviso non è anzitutto un nemico esteriore: esso abita in ciascuno di noi. Nella misura in cui smettiamo di attendere, i rapporti con gli altri diventano un inferno.

A. Savone

21 Ottobre 2025 Luca 12, 35-38

Sono da secoli o da un momento fermo in un vuoto in cui tutto tace,
non so più dire da quanto sento angoscia o pace,
coi sensi tesi fuori dal tempo, fuori dal mondo sto ad aspettare
che in un sussurro di voci o vento qualcuno venga per domandare…

Francesco Guccini

Essere pronti significa vivere senza sprecare nulla di tutto ciò che la vita ci dona.

L.M. Epicoco

20 Ottobre 2025 Luca 12, 13-21

Recuperare il cuore e riscoprire la bellezza di condividere quello che siamo, prima ancora che quello che abbiamo, è un atto di umanità altamente cristiano che ci riconcilia con la vita e ci riporta ad amarla come dono più che come conquista.

PG

Passiamo la vita illudendoci di essere proprietari, attaccandoci alle cose come se fossero un nostro possesso, senza renderci conto che in realtà siamo dentro una corrente d’amore, in cui continuiamo a ricevere, attimo dopo attimo, senza diventare mai proprietari di nulla. Tutto ci è dato perché continui a fluire e a trasformarsi in amore.

G. Piccolo

19 Ottobre 2025 Luca 18, 1-8

“Io prego perché vivo e vivo perché prego”.

Romano Guardini

Pregare non è dire ma ascoltare parole, e fare posto alla Parola silenziosa che Dio pronuncia, nel centro profondo di se stesso. Ma l’accoglienza di Dio non si può improvvisare se non c’è un atteggiamento abituale di recettività. E’ per questo che la preghiera è così difficilmente proponibile alla nostra civiltà del risultato, dell’efficienza, del fare, alla nostra cultura attivista e virilista che emargina i soggetti più accoglienti e gratuiti, più inclini alla contemplazione: le donne, gli artisti, gli utopisti, gli innamorati, le persone più ricche di gratuità e di stupore. Quest’emarginazione è un’ulteriore conferma di come la nostra non sia una cultura portante, nei confronti della preghiera, ma una cultura di rigetto.

Adriana Zarri

18 Ottobre 2025 Luca 10, 1-9

«L’annunciatore deve essere infinitamente piccolo, solo così l’annuncio sarà infinitamente grande».

G. Vannucci

Vi mando come agnelli, senza zanne o artigli, ma non allo sbaraglio e al martirio, bensì a immaginare il mondo in altra luce, ad aprire il passaggio verso una casa comune più calda di libertà e di affetti.

Ermes Ronchi

17 Ottobre 2025 Luca 12, 1-7

La vera ipocrisia della nostra vita è questa: non credere all’amicizia con Lui, non coglierne la basilarità per le nostre scelte di vita.

PG

Anche ciò che crediamo non si veda parla anche quello che teniamo nascosto agisce, sebbene rimanga nell’ombra vive e troverà il momento e il modo per far sentire tutta la sua presenza: conviene ascoltarlo per tempo e averne cura.

P. Lanza

16 Ottobre 2025 Luca 11, 47-54

La «conoscenza» che ci viene donata non è una nozione, un teorema dimostrato, nemmeno una scoperta scientifica. Si tratta di una persona, di nome Gesù. Allora l’accusa di Gesù diviene più chiara, oggi: in che modo impedisco alle persone che incontro di incontrare il Signore? In quale misura mi illudo di appropriarmi della «chiave della conoscenza», cioè della relazione con questa persona?

Dehoniani

15 Ottobre 2025 Luca 11, 42-46

La cosa peggiore è avere sempre chiaro quello che gli altri dovrebbero fare, quello che gli altri dovrebbero correggere di se stessi, avere sempre e lucidamente in mente e nei giudizi in che modo dovrebbe svolgersi la vita degli altri, senza mai farsi sfiorare dall’idea che forse il cambiamento che tanto desideriamo comincia da me e non dalla conversione di chi mi sta accanto. Così carichiamo e opprimiamo la vita degli altri, facendoli sentire in colpa, mentre noi giochiamo a toglierci le colpe di dosso addossandole agli altri.

L. M. Epicoco