La Parola del giorno

In questa rubrica proponiamo la meditazione del Vangelo del giorno. Il nostro desiderio è di spezzare il pane quotidiano della parola di Dio, condividendo la nostra lectio divina.

7 Aprile 2024 Giovanni 20, 19-31

Preziose le ferite, grazie a loro Lo riconosciamo anche nella carne e nell’animo straziati degli uomini e delle donne di oggi, segno di un amore che non muore, di un bisogno di risorgere sempre; così preziose che forse saranno anche il nostro distintivo, come in terra così in cielo.

Luigi Verdi

Chi dà la pace ha delle piaghe. Non c’è pace senza piaghe, questa è la rivelazione.

La Pace non è uno stato idilliaco, estraneo alla sofferenza, ma la vita di chi l’ha attraversata e superata.

Pablo D’Ors

6 Aprile 2024 Marco 16, 9-15

Annunciare il Vangelo non significa dire qualcosa ma lasciare che ciò che è successo quel giorno di Pasqua ci raggiunga davvero. A noi è chiesta la testimonianza della nostra vita trasfigurata dalla Pasqua. Il mondo non ci chiede parole, ci chiede di mostrare con la nostra esistenza ciò che crediamo. Per questo ogni vero cristiano non è altro che un martire, cioè un testimone.L. M. Epicoco
 Se vivremo da risorti, anche il mondo non sarà più nelle tenebre ma in piena luce.
Ernesto Oliviero

5 Aprile 2024 Giovanni 21, 1-14

La comunità riprende vita ricordando ciò che ha vissuto, un’avventura di amore, ricordando la propria vocazione, che è quella di perseverare nell’amore. Ecco attorno a cosa si ricompone la comunità: l’obbedienza alla parola, la condivisione del lavoro e del pasto, la memoria dell’amore e la riconferma dell’impegno di amare.

L. Manicardi

4 Aprile 2024 Luca 24, 35-48

Tocchiamo e vediamo il Signore: questa è la nostra vera gioia. Vediamolo in mezzo e accanto a noi, e tocchiamolo. Quando impareremo a toccare queste piaghe e queste ferite del nostro mondo e della nostra società, impareremo a vedere e a toccare il Risorto. C’è un toccare e un palpare profondo, che trapassa lo stesso toccare fisico. È un toccare e un vedere col cuore, gustando con tutto noi stessi una Presenza. Con pace e sbigottimento, con adorazione e gioia, impariamo a vederlo e a toccarlo sedendoci a tavola con Lui.

PG

3 Aprile 2024 Luca 24, 13-35

Persino una via di fuga è l’opportunità per l’incontro con il Dio vivente!

A. Savone

Non si riesce a capire un cuore che arde finchè arde, solo dopo. Ricordiamo l’amore quando ormai è passato. Mentre lo stiamo vivendo, non abbiamo tempo, né voglia, di guardare indietro. È sempre così: tutto si chiarisce retrospettivamente. Dobbiamo partorire la nostra identità nell’oscurità. E tale gestazione si produce solo quando abbiamo l’umiltà e il coraggio di ri-leggere noi stessi.

Pablo D’Ors

2 Aprile 2024 Giovanni 20, 11-18

Nella corrispondenza del cuore, Maria ritrova il suo Amato e vede per la prima volta il Signore Risorto. La dolcezza di quella sua voce non è altra da quella che aveva prima. Cosa è cambiato? Il modo di amarsi. Prima aveva bisogno di toccarlo, abbracciarlo, tenerlo con sé per saperlo presente. Adesso non c’è più ragione di “tenere” o “trattenere”: Lui abita in quel corpo rinnovato e risorto che vive già nel corpo e nel cuore di Lei.

Rosanna Virgili

1 Aprile 2024 Matteo 28, 8-15

Come le donne (…), i cristiani di oggi sono chiamati a riconoscere nell’Invisibile qualcuno, colui che già in questa forma gli fa la grazia di rivolgersi a loro, e a cui possono rispondere.

M. de Certeau

Tornare, “in Galilea” per vivere la realtà con una profondità diversa: comprendere ciò che non si era ancora capito, accettare quello che non si può modificare e cambiare finalmente quanto impedisce il cammino.

P. Lanza

31 Marzo 2024 Giovanni 20, 1-9

Hanno sepolto il mio corpo
e hanno creduto che fosse tutto finito…
Ma io sono la Danza
e guido sempre il Ballo.Guiderò la danza di tutti voi,dovunque voi siate.
Hanno voluto sopprimermi
ma io sono balzato ancora più in alto
perché io sono la Vita
che non può morire:
e io vivrò in voi e voi vivrete in me
perché io sono, dice Dio,
il Signore della Danza. 
Sidney Carter