La Parola del giorno

In questa rubrica proponiamo la meditazione del Vangelo del giorno. Il nostro desiderio è di spezzare il pane quotidiano della parola di Dio, condividendo la nostra lectio divina.

13 Giugno 2024 Matteo 5, 20-26

Non lasciamo depositare la polvere sui mobili di casa per molto tempo, eppure nel cuore lasciamo incustodite varie ferite senza prendercene cura, permettendo che il non detto copra quello che brucia.

Occorre fare luce e tornare nei luoghi affettivi che invece di accarezzare hanno scorticato, incapaci di custodire hanno soffocato, al posto di valorizzare hanno denigrato.

Occorre dire tutta la verità, imparare a lasciar andare per permettersi di andare per la propria strada.

P. Lanza

12 Giugno 2024 Matteo 5, 17-19

Se il Signore fosse solo adempimento delle antiche profezie, sarebbe termine e chiusura.

Ma poiché è Egli stesso adempimento profetico è sempre di nuovo inizio e novità.

Adrienne von Speyr

Le mie braccia aperte sono appena l’inizio di un cerchio che un amore più vasto compirà.

M. Guidacci

11 Giugno 2024 Matteo 5, 13-16

Siamo pollini capaci di danza
chiamati a imprimaverire gli inverni degli altri.
Gio Evan

Non si può amare se non consumandosi e scomparendo: il sale non lo ritrovi più, è discreto, lascia il suo sapore, ma non è ingombrante.

Non pretende di essere al centro dell’attenzione, non vuole essere visto e ritrovato.

Così anche la luce illumina consumandosi. La lampada non può illuminare senza consumare il suo olio.

Non si può amare senza perdersi. Non si può amare pretendendo di rimanere sempre uguali.

G. Piccolo

10 Giugno 2024 Matteo 5, 1-12

Le beatitudini ci insegnano che Dio, per donarsi a noi,

spesso sceglie percorsi impensabili,

quelli dei nostri limiti,

delle nostre lacrime,

delle nostre sconfitte.

Papa Francesco

La beatitudine è l’accesso a un punto di vista che unifica l’universo.

Antoine de Saint-Exupéry

9 Giugno 2024 Marco 3, 20-35

Essere dentro è ascoltare e fare, ma anche lasciarsi guardare. In quello sguardo circolare di Gesù c’è il volto di Dio che guarda ciascuno di noi con uno sguardo amorevole, misericordioso, accogliente, che vede in noi la bellezza che siamo e ci invita ad uscire allo scoperto, a non nasconderci negli angoli bui della vita. E questo sguardo ci dice che lui si è rivolto verso di noi, che possiamo chiamarlo, guardarlo in faccia e parlargli da amici.

C. Rajola

Potete anche non credere a me e giudicarmi un pazzo, ma se non riconoscerete lo Spirito Santo all’opera, non riuscirete a fidarvi della misericordia di Dio e saboterete ogni suo tentativo di accogliervi e amarvi.

L. Vitali

8 Giugno 2024 Marco 12, 38-44

Questa vedova dona a partire dalla sua mancanza. È a partire dalla sua indigenza e dal suo non-avere che lei dona. Lei dona il niente che ha. Amare è far dono all’altro della propria povertà. Al tempo stesso, quel dono di niente, che parte dal niente, è dono di tutto, perché è dono di sé.

L. Manicardi

7 Giugno 2024 Festa del Sacro Cuore Giovanni 19, 31-37

Ogni amico del Sacro Cuore deve riprodurre questo divin Cuore in un modo speciale e diverso secondo l’attrattiva e il grado della grazia che gli è stata data. In tutti, però, deve vivere il Sacro Cuore, questo Cuore che sempre ama e sempre si immola; questo Cuore che dimentica sempre se stesso e non si stanca mai di donarsi; questo Cuore che pur essendo un cuore d’uomo è anche il cuore di un Dio; questo Cuore che non ha cessato mai di offrirsi e di consacrarsi per noi e a noi, e che è il primo, il più bello e il più grande di tutti i cuori di oblati e di vittime d’amore.

P. L. Dehon

6 Giugno 2024 Marco 12, 28b-34

Amerai… verbo al futuro perché è il verbo della vita e la vita è ricerca. La vita non è soltanto ciò che hai alle tue spalle: essa è ancora tutta da svolgere inventando nuovi percorsi nelle tue relazioni. Verbo ancora tutto da coniugare perché la vita, Dio, l’altro sono sempre ad-venienti.

A. Savone

5 Giugno 2024 Marco 12, 18-27

Dio non ci chiama alla vita e alla relazione con Lui, perché poi questo finisca come hanno fine i giochetti dei bimbi coi loro giochi. Dio non gioca con noi. Non ci chiama alla vita perché poi scompariamo. La relazione con Lui non può terminare a causa della vicenda naturale della morte. Se Lui è il Dio fedele, e lo è, non può venire meno al dono della vita: “non è un Dio dei morti ma dei viventi”.

PG