Ci troviamo a Marrere, nella periferia della città di Nampula (a 20 km dal centro).

La parrocchia di san Joao Baptista vede all’interno del suo territorio una scuola statale, una scuola superiore gestita dalla parrocchia, un internato femminile gestito dalle suore dell’Amor de Deus, una scuola professionale (muratori, falegnami, fabbri), una comunità di suore Vincenziane impegnate come medici e infermiere (2 suore mozambicane medico e due suore mozambicane infermiere) nella gestione dell’ospedale. L’ospedale, nato come seminario dell’arcidiocesi di Nampula, ospita un centinaio di pazienti.

I malati vengono dal mato (campagna) che circonda la parrocchia stessa che ora sta avviando una scuola agraria. Il raggio di azione è di circa 20km. Le persone che giungono in ospedale vengono accompagnate dai parenti che li accudiscono, i parenti vivono all’addiaccio sul piazzale alberato che si trova fra l’ospedale e la scuola.

Vorremmo recintare una parte del terreno della parrocchia per costruire una casetta, con due dormitori (uno maschile e uno femminile) per accogliere per la notte una 40ina di parenti dei malati.

Tale struttura sarebbe provvista di bagni per l’igiene personale e uno spazio dove potere lavare la biancheria personale sia dei malati come dei parenti.

La direttrice dell’ospedale, le suore e il parroco, hanno avanzato anche la richiesta di una piccola struttura dove accogliere le donne gravide. Tale struttura sarebbe finalizzate ad accogliere le gravide che sono a rischio ma non potendo rimanere in ospedale sarebbero costrette a ritornare a casa da dove, alla bisogna, non avrebbero mezzi per giungere all’ospedale. Sarebbero affidate alle persone che le aiuterebbero a partorire solo con mezzi tradizionali, efficaci quando la futura mamma è in buone condizioni, ma sarebbero a rischio sia loro come i nascituri. Potere fermarsi per alcuni giorni, fino al parto, potrebbe essere un salvavita per queste persone.

Sarebbe necessario sia per questa struttura come per l’ospedale, potere approntare un pozzo per l’acqua.

I lavori continuano! Guarda l’aggiornamento del luglio 2019

Carissimi,

            cerco di farvi una relazione sullo stato dell’arte a Marrere per quanto riguarda il progetto che stiamo realizzando.

            Per quanto riguarda il muro di cinta: il muro è già stato completato con l’inserimento dei pali di sostegno della rete. La rete è già stata tirata al novanta per cento.

Stanno facendo il cancelletto di entrata della gente e il cancello carrabile. Lo stanno facendo ad opera d’arte nella scuola di arti e mestieri sita in Marrere e di proprietà della parrocchia stessa.

Appena saranno pronti i cancelli verranno posizionati facendo i pilastri di sostegno degli stessi, così da non sbagliare le misure non sempre perfette.

Nel frattempo uno degli operai sta fissando la rete in basso sul muretto costruito, con cemento per rendere la struttura più stabile.

            Abbiamo in mano già le fatture dei primi 12.000€ spesi. A breve dovrebbero mandarci via mail le restanti fatture per i 20.000€ spesi per completare il muro di cinta.

            Abbiamo già fatto i rilievi per dove perforare per avere acqua per il centro e per aiutare anche il deposito dell’ospedale che è sempre un po’ carente. L’anticipo del pozzo ha due finalità: il primo è per meglio posizionare le varie costruzioni così che non siano sulla falda dell’acqua ed evitare anche che vi sia vicinanza con le fosse biologiche; il secondo è per avere acqua già per il cantiere risparmiando l’affitto dell’autobotte per avere acqua in cantiere.

Le richieste riguardanti il pozzo è che abbia una perforazione superiore ai 40m. L’acqua ci sarebbe già a 10m di profondità. La scelta di una maggiore profondità è data dal fatto di avere maggiore sicurezza su di un’acqua potabile che la gente poi utilizzerebbe. Le prospezioni fatte parlano di una capacità di circa 30.000 litri al giorno. Il costo della perforazione, delle ricerche e della pompa dell’acqua è di 7.500€. abbiamo fatto un accordo di dare il 70% della spesa solo quando il pozzo realizzato getterà acqua. Se questo non dovesse avvenire non pagheremmo nulla fino a nuova perforazione e al ritrovamento dell’acqua. Il tutto senza maggiorazione di costi.

Per tale lavoro loro sono già pronti ma aspettiamo che tutto il recinto sia completato e che vi sia già installata l’elettricità.

            Abbiamo scoperto anche l’esistenza di una stalla abbandonata. L’idea è di riabilitarla con poco – tetto e chiusure varie- per potere avere un magazzino di deposito del cantiere. Vi è un gruppo che sta facendo la pulizia di tutto il terreno, compresi serpenti che spuntano da ogni dove, in modo d’avere il tutto gestibile e a disposizione senza nuovi inconvenienti. C’è già un guardiano notturno che controlla la zona.

            Finita questa fase, entro la fine di febbraio, si passerebbe a picchettare il terreno per la costruzione del dormitorio e relativi bagni con relativa veranda. Il tetto di spesa a loro consegnata è di 60.000€, a cui aggiungere i 10.000€ del pozzo. Ai 7.500€ del pozzo vanno aggiunte le varie canalizzazioni e un tank per deposito di acqua di almeno 5.000 litri.

            Chi segue i lavori. Il responsabile ultimo è p. Pedro, parroco della parrocchia. Chi segue i lavori giorno dopo giorno è Adelino, l’ingegnere portoghese che gratuitamente segue l’opera.

Chi fa operativamente i lavori è la SEMIA, una associazione lavorativa legata alla parrocchia, di cui fanno parte gente della parrocchia e gente che è uscita dalla scuola di arti e mestieri della parrocchia stessa. Il capo mastro si chiama Tito, lo vedete anche dalle foto con la sua bella pancia e maglietta blu, il fabbro si chiama Abreu che ha lavorato tutto il ferro dei pali di sostegno della rete e sta fattivamente realizzando i cancelli del caso.

            La prospettiva è di terminare la costruzione della struttura dormitorio e, se riusciamo a stare nei prezzi, dell’alpendre dove la gente stazionerebbe lungo la giornata e potrebbe consumare anche le proprie refezioni, entro settembre.

In alcune foto vedete dei lavori lungo il muro di cinta fatte col terreno: sono delle aiuole su cui si pianterà erba che disegnano il nome della parrocchia di san Joao Baptista. Di fronte a questa scritta, al di là della strada, si sta terminando la costruzione della nuova chiesa che si spera si potrà inaugurare per la fine di giugno e nella quale sta operando la stessa associazione di lavoratori SEMIA.

 p. Gianni

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