La Parola del giorno

In questa rubrica proponiamo la meditazione del Vangelo del giorno. Il nostro desiderio è di spezzare il pane quotidiano della parola di Dio, condividendo la nostra lectio divina.

24 Gennaio 2025 Marco 3, 13-19

Quel che conta è lo sguardo fisso su di lui, poi il resto viene, e non per una specie di magia, ma proprio per affinità, somiglianza. Si desidera quello che desidera, il bene che lui vede e questo comunque non è facile, ci vuole disciplina. Lo stare accanto a Gesù è comunque una disciplina perché non sempre si capisce quello che capita e i discepoli vivono questo sperdimento assoluto di sentirlo vicino e lontanissimo però non possono predicare nulla se non stanno vicino a lui, se no predicano se stessi.

M. P. Veladiano

23 Gennaio 2025 Marco 3, 7-12

Gesù ci insegna a cercare la giusta distanza che permetta di esprimere misericordia verso la folla senza essere inghiottiti dalla ressa, di dare senza essere prosciugati, di mettersi al servizio senza essere asserviti, di amare rimanendo liberi di essere se stessi.

P. Lanza

22 Gennaio 2025 Marco 3, 1-6

C’è un dono da accogliere, un dono immeritato, gratuito. Ma perché possa essere ricevuto è necessario che quella mano che tutto afferra, ridiventi capace di aprirsi senza impossessarsi di ciò che le viene deposto sopra.

A. Savone

21 Gennaio 2025 Marco 2, 23-28

Cosa vuol dire mangiare di sabato?

Se il sabato è Dio, mangiare di sabato è mangiare di Dio, cioè vivere di Dio.

Il sabato che è il grande desiderio dell’uomo non è più il giorno lontano,

Dio non è più lontano, ora ne puoi vivere, ne puoi mangiare,

è nelle spighe, è nel pane. Il tuo pane è Dio, la tua vita è Dio.

S. Fausti

20 Gennaio 2025 Marco 2, 18-22

Il digiuno è la capacità di mostrare che siamo liberi davanti a un bisogno, e che questo bisogno per quanto lecito, non comanda sulla nostra vita. L.M. Epicoco Questo vino nuovo e spumeggiante dell’amore di Dio che ci si è donato in Cristo, trabocca, rompendo tutti gli otri vecchi: è incontenibile, e si effonde come torrente di acqua viva che ricopre e rende gioiosa di fiori tutta la terra che era deserta.È inutile cercare di comprimerlo in vecchie regole di saggezza o sapienza umana: nessuna legge può contenerlo. L’unico otre che può raccoglierlo è proprio soltanto il mondo nuovo, il cuore nuovo e di carne. Senza sforzo tutte le strutture saltano, per questo spirito nuovo che Dio aveva promesso e in Gesù ci è stato donato.
PG

19 Gennaio 2025 Giovanni 2, 1-11

Bussiamo perché ci apra e c’inebri del vino invisibile.

Anche noi eravamo acqua e ci ha convertiti in vino.

Sant’Agostino

Davanti a Dio non c’è nulla da conquistare o da meritarsi.

Basta solo avere bicchieri vuoti e pronti ad accogliere il dono che già è stato versato.

Paolo De Martino

18 Gennaio 2025 Marco 2, 13-17

Si ha bisogno

sempre di uno sguardo

che ci sollevi,

che ripari e curi.

Si ha bisogno

di una mano

che ci indichi che

c’è sempre una strada nuova,

un percorso

che tiri fuori

la parte migliore di noi.

Fra Giorgio Bonati

17 Gennaio 2025 Marco 2, 1-12

Una fede che non prende su di sé i problemi d’altri non è vera fede. Non si è cristiani solo per se stessi; siamo chiamati a portare uomini e speranze. A credere anche se altri non credono; a essere leali anche se altri non lo sono, a sognare anche per chi non sa più farlo.

Ermes Ronchi

Il peccato è la morte del nostro cuore ed esprime le nostre paralisi che possiamo negare, ma che continuamente emergono in noi e fra di noi. L’amore e l’accoglienza dello stesso è via alla vita per noi e per i nostri fratelli, è ritorno a camminare superando le paralisi delle nostre gambe e del nostro cuore.

PG

16 Gennaio 2025 Marco 1, 40-45

Il tocco è forma primordiale di comunicazione. Il tocco rassicura, è l’espressione più eloquente di prossimità tra due esseri. È l’unico dei sensi che implica reciprocità: si può vedere senza essere visti ma è impossibile toccare senza essere toccati. Il tocco però ribalta la situazione: sana il lebbroso ma rende Gesù impuro, in un misterioso scambio che appare figura e metafora dell’Incarnazione. È il Dio che si lascia contaminare ed infettare dall’umanità, che si fa peccabile per vincere il peccato e squarciare le tenebre del male.

M. V. Longhitano